Contesto operativo

Gli alloggi ALER del quartiere Molise Calvairate sono in stato di forte degrado e molti sono occupati abusivamente. I minori abitano spesso in appartamenti di dimensioni estremamente ridotte e in contesti di vicinato gravemente conflittuali. In questo quartiere si fa sentire pesantemente l’assenza di spazi di aggregazione normati e protetti rivolti a bambini, preadolescenti e adolescenti  per vivere  relazioni positive ed educative. I bambini, gli adolescenti e i giovani della zona non hanno un luogo istituzionale di aggregazione- se si escludono quelli del terzo settore e gli oratori- per questo  i ragazzi e ragazzini ciondolano per le vie e le piazze, non sanno dove andare. E’ complicato crescere in questo contesto senza cadere nella trappola della microcriminalità minorile organizzata in bande, le note baby gang  e poi ci sono cantine e solai usati come luogo di spaccio.

Inoltre c’è il disagio mentale, il manicomio diffuso, espressione cruda, ma significativa per esprimere l’alto addensamento di malati psichici che sono in  stato di totale abbandono e solitudine, così come i numerosi anziani. A cui si aggiungano gli immigrati poveri e le loro famiglie, ecco le coordinate che hanno portato alla progressiva ghettizzazione del quartiere.

Un contesto così critico e fragile richiede azioni responsabili, progetti precisi per includere, colmare le distanze, contrastare la povertà educativa e i suoi effetti, per far fiorire talenti e capacità, motivare allo studio e all’apprendimento, per garantire la piena attuazione del diritto all’istruzione, come sancito dalla Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.